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Ing-coniugato-2figli. Amo la vita. E la verità. ------------------------ DueperDiciassette non è, come può sembrare, un'operazione matematica. Un'operazione ludica, un contenitore di idee e impressioni, ma anzitutto è una dedica ai miei due figli, nati entrambi ... di giorno Diciassette.

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domenica, 01 novembre 2009

Operazione nostalgia in questo week-end. Lo spunto, il "la" l'ha scatenato una esibizione di De Gregori con Morgan l'altra sera, che mentre facevo zapping catturarono la mia attenzione con una bella versione unplugged della splendida "Il suonatore Jones" di Fabrizio De Andrè. In un attimo mi è tornata in mente la messa in scena teatrale dell'estate 1986. Ma andiamo con ordine. In quell'estate si celebrava la sospirata maturità per me e Giovanni, lui al classico, io all'industriale.
classe_1976_1LLRDue vite parallele le nostre, in comune le classi elementari e medie e la parrocchia (nella foto di terza elementare lui il primo a sx in prima fila, io il quarto). Per un paesino di provincia con due sole parrocchie, che si dividono quasi a metà la popolazione, con stili e metodi diversissimi (con preti più moderni e progressisti la mia parrocchia, un po’ più tradizionali nell'altra) riunire in un unico progetto una quindicina di giovani di entrambe le parrocchie fu un evento. Le ragazze di parrocchia Santi Medici portarono una coreografia sul tema della libertà (sulle note di De Andrè, appunto), noialtri di parrocchia S. Antonio di Padova, artefice Giovanni per la ricerca dei testi, portammo in scena un dramma sessantottino, con coraggio ed incoscienza totale. L'estate da maturati la spendemmo per le prove nel salone parrocchiale ed inevitabilmente il pretesto era quello della commedia da mettere in scena mentre c'erano delle interessanti relazioni che stavano nascendo… Comunque arrivammo al 30 settembre, invitammo un centinaio di spettatori tra parenti e parrocchiani, ignari di quanto di lì a poco avrebbero seguito.
SDC11955SDC11950Perché dopo l'innocuo duetto danzante, la storia che mettemmo in scena (il titolo era qualcosa come "Storia di questa mattina", non ricordo assolutamente l'autore) era dura e dall'epilogo tragico. Bruno (io) e Ignazio (Giovanni) interpretavamo due compagni di lotta contro il sistema, dalla estrazione sociale molto differente: il primo figlio di borghesia e l'altro rivoluzionario proletario.
SDC11947SDC11952Il rapporto conflittuale dei due colora la vita del movimento di lotta: c'è la dolce Rosalì (Mietta) che è attratta da Bruno, la passionaria Mari (Rosanna) e Ignazio, il leader del gruppo, che prepara azioni dimostrative a forza di molotov e striglia tutti a concentrarsi sul fine politico e non lasciarsi incantare da Bruno l'artista, l'ex-borghesino ancora non del tutto redento.
Bruno riceve visite dal padre che tenta di convincerlo a rientrare da lui, dove gli offrirebbe un posto da dirigente nella sua azienda.
SDC11951SDC11949Lui non cederà, ma comincia a maturare l'idea di lasciare il movimento, per andare a lavorare da operaio metalmeccanico e cambiare il mondo dal basso, abbandonando la rivoluzione violenta.  Poi l'imprevisto: durante una manifestazione di piazza Ignazio colpisce un poliziotto, ammazzandolo; al rientro in sede Bruno lo convince a costituirsi, ma il movimento è deciso a fargli pagare quel gesto che vedono come un tradimento.
SDC11956SDC11948L'epilogo giunge mentre Bruno scrive una lettera all'amico Paolo, missionario laico in Africa, nella quale lo aggiorna sulla sua 'lotta' e manifesta l'intenzione di lasciare il movimento.
SDC11954
Un mattone di rappresentazione teatrale (qui si dice anche un 'chiancone'), dialoghi chilometrici zeppi di termini come 'classe borghese', 'proletariato', 'fascisti' e 'compagni', che comunque raccolse applausi (più per l'impegno profuso che per i contenuti) nonostante la recitazione acerba di ragazzi poco più che adolescenti ed una scenografia essenziale.
Appena dopo aver sentito la canzone l'altra sera, mi è ritornato in mente che dell'evento esisteva una videocassetta: cerca di qua e di là, eccola! La passo in DVD e visto che sabato eravamo a cena proprio da Giovanni e Rosanna (che guarda un po’, in quell'estate del 1986 si sono conosciuti, nonché anni dopo sposati e diventati genitori di due splendide bimbe), ospite anche Mario e famiglia (anche lui nella foto scolastica di sopra, proprio alle mie spalle) l'ho tirato fuori et voilà, operazione nostalgia è servita.
Sono saltati fuori tutte le tresche ed i retroscena delle prove
(es. la scena in cui Bruno doveva dare un pugno a Ignazio l'avremo provata almeno 15 volte, non mi riusciva proprio di sferrare un pugno ad un amico per esigenze sceniche…), ci siamo stupiti di come diavolo abbiamo fatto a mettere in scena un testo così tosto e naturalmente con gli anni passati abbiamo faticato un po’ per farci riconoscere ai figli.  C'era un'atmosfera di insolito ottimismo sabato sera, un vino rosso che scorreva come non ricordavo da anni … bella serata ma la notte il vinello faceva l'altalena! Non riesco a credere, pur nei limiti delle ingenuità interpretative di quell'età, che una analoga generazione oggi si possa cimentare in un'impresa simile… attendo smentite!


postato da: beppestarnazza alle ore 21:21 | link | commenti
categorie: amarcord
martedì, 21 luglio 2009

 

La conquista della Luna, 40 anni fa, tra le contrapposizioni di blocchi, guerra fredda, prove di forza e sospetti complottisti. Perché rovinare il ricordo di questa impresa, anzitutto di grande portata scientifica? Eppure le prove non mancano.
Ad ogni modo io c'ero: rimando al post di un paio d'anni fa.


postato da: beppestarnazza alle ore 07:51 | link | commenti (4)
categorie: amarcord
sabato, 13 giugno 2009

oraziocammisa_1962

Oggi avrebbe avuto circa 70 anni: lasciava i suoi affetti esattamente 35 anni fa. La storia del paesello dei trulli non ha mai registrato delitti, tranne quella balordata del '74, in pieno Corpus Domini. Orazio Cammisa era un vigile urbano integerrimo, dalla presenza rassicurante. Aveva prestato servizio a Torino ed in altre città d'Italia, prima di approdare al servizio nel suo paese natale. Forse l'aspetto serio, forse la sua fama di incorruttibile tutore dell'ordine, si era guadagnato un soprannome che tuttora al paese ricordano tutti: lui era D'Artagnan. Quel pomeriggio era in servizio, quando entrò nel caffè Sport salutando tutti come sempre. Tra gli avventori c'era un balordo (il nome non ha importanza) che, forse risentito per i numerosi richiami a causa della cattiva custodia del mercato settimanale degli animali e sicuramente non perfettamente sobrio, partì diritto verso il vigile con un coltello puntato all'altezza del cuore. Un solo colpo e zio D'Artagnan cadde a terra nel sangue. Ricordo pochissimo di quei momenti a casa del nonno, solo una grande agitazione, frasi che non riuscivo a capire, la giovane moglie in preda a svenimenti, il figlio di neanche 4 anni allontanato e preso in cura da altri zii, mio nonno sostenuto da incrollabile fede cristiana che in quel frangente incredibilmente invocava "Pace, pace!" L'assassino scontò i suoi 21 anni per omicidio premeditato, oggi giace anche lui al camposanto. Forse c'era un mandante, qualcuno mal sopportava l'intransigenza del vigile? Troppo tardi per chiederselo. Ricordo però l'affetto e la generosità di questo zio asciutto e alto, la sua passione per la bicicletta, la stima e la simpatia che riscuoteva su tutti, soprattutto svestiti gli abiti ufficiali. Una strada del paese poi è stata a lui intitolata, proprio quella ove lui visse la sua infanzia.


postato da: beppestarnazza alle ore 09:52 | link | commenti (2)
categorie: amarcord, affetti
venerdì, 30 gennaio 2009

PatrickNagel-6
Ispirandomi ad analoga iniziativa radiofonica, voglio lanciare un (ennesimo) meme, dal titolo "3x6= la musica dei miei 18 anni". Ho scelto tre canzoni che hanno rappresentato (o mi ricordano in qualche modo, per qualche ragione) il mio passaggio alla maggiore età. E sono queste:

-          Heaven – Psychedelic Furs
-          Alive and kicking – Simple Minds
-          Never ending story – Limahl

Parliamo del settembre '86, in piena epoca paninara/duraniana: abbiate pietà! Alcune sono uscite un po’ prima dell'avvenimento, ma giravano ancora alla mia festa…
E vabbè direte: abbiamo messo 3 canzoni per ricordare i nostri 18 anni, ed il 3x6 dov'è? Eheh, 6 sono … i bloggers invitati a fare altrettanto:

- Artemisia1975;
- Tzugumi;
- Rosdrudidurella;
- Robertomazzuia;
- Gentlemac;
- Unpercento.

Courtesy image: Patrick Nagel


postato da: beppestarnazza alle ore 14:56 | link | commenti (11)
categorie: amarcord, melodie
domenica, 23 novembre 2008

In memoria di quel 23 novembre 1980.

Mariano, mi perdonerai per averti linkato senza preavviso. Quando poi ci siamo visti dal vivo, con una sola parola hai glissato elegantemente su una storia talmente vera che sembrava costruita con sapienza. Ma era proprio la tua storia, una storia nella storia e non occorreva incalzare con altre domande. Ti saluto da qui, spero di incontrarti ancora.


postato da: beppestarnazza alle ore 17:53 | link | commenti (2)
categorie: amarcord
sabato, 15 novembre 2008

Questa foto è storia. Racconta di una civiltà contadina che fino a pochi decenni fa regolava i ritmi vitali seguendo lo scandirsi del sorgere e tramontare del sole, dell'accendere un fuoco e preparare pietanze dai sapori antichi. Fine anni '70. Il fotografo pugliese Mimmo Guglielmi immortala in questa immagine una coppia di coniugi attorno al focolare in un trullo. Non è una scenografia apparecchiata per l'occasione, è uno spaccato di quotidianità autentico. Aurelia e Mario ostentano la serenità di una giornata di lavoro appena terminata, vissuta senza affanni, senza orologi né telefoni o tv-color. Quattro figli e tante, tantissime lezioni di vita impartite con poche parole e molti buoni esempi. Mario è andato via prima, presto: neanche il tempo di un'altra suonata alla fisarmonica. Aurelia, la schiena curva dai molti anni di lavoro nei campi avrebbe voluto raggiungerlo subito, ma ha atteso più di 25 anni prima di ricongiungersi a lui. Una fortuna per chi l'ha conosciuta, perché lungo quest'arco di tempo ha avuto modo di dispensare preziosi consigli, di una modernità impensabile.  

Saluto qui la mia vicina di casa Aurelia che stanotte ci ha lasciati, a 93 anni. Sono davvero onorato di averla conosciuta: gli ultimi anni ha dovuto lottare con un nemico in più, l'Alzheimer. Mi piace ricordarla com'era in questa foto, quando aveva sempre una parola di conforto per i dubbiosi, un sorriso ed una carezza per tutti i bambini come me.

Aurelia_e_Mario_HPIM0259_800


postato da: beppestarnazza alle ore 22:37 | link | commenti (5)
categorie: amarcord, affetti, questi tempi
martedì, 04 novembre 2008

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Il piastrellista esoterico.
 
Il '96 fu un anno denso di avvenimenti. Mentre ci si preparava al matrimonio, in estate procedevano i lavori per la casa che i miei avevano deciso di donarci. A coordinare il tutto, mio padre, ottimo direttore dei lavori. Scelse lui l'impresa e volle che alla pavimentazione ci si dedicasse Alessandro detto "Santino", dalla trentennale esperienza. Basso, faccia simpatica, praticamente mi ha visto bambino, molti denti in meno da allora, una perenne cicca al lato bocca, il viso ancora più scavato ma lo stesso sorrisetto. E neanche una parola in italiano, tutto dialetto pugliese stretto. Un tipo così non ispira proprio precisione ed esperienza: ma è un errore. La prova fu la pavimentazione di una stanza dalla doppia entrata. "Ma ci riuscirete a ricongiungervi esattamente senza sbagliare, partendo da punti così distanti?", dissi. E lui, con aria di sfida e ad un passo dal mandarmi a quel paese, ma non potendolo fare vista la lunga amicizia con mio padre, si limitò ad un: "M'a scummett?" (scommettiamo?). Al rientro nel pomeriggio erano gia andati via e constatai il risultato: un allineamento perfetto, con un errore inferiore al millimetro. Ecco, non so se mi sono spiegato bene: la pavimentazione della casa è unica in tutte le stanze (tranne nella zona notte, a parquet) e quella stanza è al centro. La pavimentazione dell'intera casa era già completa, rimaneva solo quella stanza da completare partendo da due lati opposti (le due porte contrapposte) per finire al centro con mattoni interi 43x43cm posti a 45°. Perfetto.
Il giorno seguente, dopo i miei complimenti, era la volta della piastrellatura perimetrale del bagno. Quando ero alla casa dei miei, da ragazzo mi accorsi che tutte le piastrelle di quel bagno erano montate correttamente tranne una piastrella, una soltanto, ruotata di 180° rispetto alle altre. Mi divertivo ad individuarla, perché non era tanto evidente. L'autore, manco a dirlo, lo stesso Santino, venticinque anni prima. Dovevo dirglielo, anche se l'avrebbe presa a male. O meglio, volevo proprio vedere come l'avrebbe presa. "Mi raccomando, un bel lavoro preciso. Guarda che lì dai miei una piastrella è montata a rovescio!" E lui mi rispose come non mi sarei aspettato: "Chèra piastrell stè buon accussì, ca cussì 'ng vòl!" (Guarda che quella piastrella lì sta bene, perché è così che deve stare). Acquisita questa battuta (perché tale sembrava) me ne sono andato tranquillo e divertito. Matrimonio, primo e secondo anno di casa, con MGR cominciamo a viverla questa casa e a sentirla nostra … un giorno sono lì, seduto al cesso (ed è lì che vengono le riflessioni migliori, ditemi il contrario!) che osservo le piastrelle, me le conto una ad una, osservo la ripetizione della texture, quando ecco: una piastrella non segue il motivo. E' montata al contrario, ruotata di 180°. Flashback, e riecco Santino nella mia mente con la sua battuta, che ora diventa una sentenza "… ca cussì 'ng vòl!" Accidenti è vero, c'è un significato in quella piastrella ruotata, non è un errore, non è un caso: è una firma. Santino il sempliciotto nascondeva un'anima esoterica, numerologica. Ne sono certo.

Courtesy image: Safian's arabisk


postato da: beppestarnazza alle ore 07:23 | link | commenti (6)
categorie: amarcord, nonprendiamocitropposulserio
domenica, 02 novembre 2008


postato da: beppestarnazza alle ore 13:59 | link | commenti (5)
categorie: amarcord
martedì, 16 settembre 2008

A Gianni.

Osservando le evoluzioni di Gek e col saggio di cui mi parlavi in mano (R. Vacca – Medioevo prossimo venturo – 1971) mi chiedevo se è proprio vero che non ci sei più. Con te si poteva parlare indifferentemente di geopolitica o del vino piemontese, di particelle elementari o di cultura popolare pugliese. Devo essere sincero: avevo trovato in te un modello, un modo di essere e di vivere la vita leggero. Gioviale, generoso, di te non si riusciva a trovare un difetto. Ricordo di quando una sera a cena da Gianfi e Teresa mi raccontavi degli anni di Torino, un paio d'ore ad ascoltarti senza peso, col bicchiere di vino rosso a portata di mano, mentre tua moglie mi guardava con sguardo compassionevole insieme agli altri commensali.
L'altra sera ci siamo salutati alla gelateria e tu come al solito hai scherzato coi bambini … la mattina dopo eri già tra 5 tavole: ma che razza di scherzo, il destino.
Ciao Gianni, porterò il ricordo di te ovunque.

P.S.: Ho ritrovato sulla rete un gustoso sketch nel quale Gianni B. era protagonista, insieme a Nicla G. Non me ne vorrà nessuno, ma a me piace ricordarlo anche così.

On air: Porcupine Tree - Heartattack in A Lay Bay


postato da: beppestarnazza alle ore 07:50 | link | commenti (3)
categorie: amarcord, affetti
giovedì, 01 maggio 2008

1976_radiolibere

Potevo avere 9 anni. Facevano la loro comparsa le prime "radio libere" ed in effetti un po’ di curiosità e aria di nuovo in casa si respirava. C'era la radio a valvole che si riempiva di nuova musica e dalle nostre parti una delle frequenze più battute era la 100.5 MHz di Radio Farfalla. C'erano anche i programmi con la diretta telefonica e i radio-giochi e mi capitò anche di vincere un going, da ritirare presso gli studi. Che non erano dietro l'angolo, ma 15km più in là, in un grosso paesetto, all'ultimo piano di un palazzo che mi doveva sembrare un grattacielo, perché al di là della finestra della reception la vista era vertiginosa. Ambienti ovattati, grossi mixer, microfoni e cuffie, musica di limpida qualità sonora (altro che radio a valvole) e speaker in carne e ossa. Facemmo amicizia e mia madre, probabilmente colpita da quell'ambiente colorato, li invitò tutti a cena a casa. E qualche sera dopo la casa era invasa da personaggi decisamente freak: c'era Nico filosofo capellone, Umberto suo fratello ancora più capellone, Gerardo ballerino calvo in calzamaglia, Elvino il vignettista, Raffaele lo speaker dalla voce calda, Pasquale "Lino" il tuttologo, oltre a tre-quattro brunette con la frangetta (erano proprio gli anni '70…). Una serata divertente, per loro che conoscevano così la famiglia del tipografo con 4 figli e per noi che conoscevamo così i volti della radio, con le loro speranze e i loro sogni. Colonna sonora della serata, neanche a dirlo era "La radio" di Eugenio Finardi dalle frequenze di Radio Farfalla.

Courtesy image: classikrock.blogspot.com

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P.S.: In onore di Eugenione e di quell'episodio, una mia personale versione strumentale di "Le ragazze di Osaka". Non picchiatemi.


postato da: beppestarnazza alle ore 17:13 | link | commenti (16)
categorie: amarcord, melodie