(gli amanti)
”…non ce la faccio, aspettami …”
“Dai, non c’è tempo … ci sono alle calcagna, ormai!”
“…questa volta è finita, sentivo che questa storia sarebbe finita così…”
“Zitta, non è vero, non ci hanno visti … ci hanno scambiato per volpi … loro ci tengono alle greggi.”
“No, il capo ha capito … sai bene, le nostre tribù sono rivali …”
“Ecco, nascondiamoci qui … stringimi, e tutto andrà bene …”

Nelle scorse settimane, una misteriosa doppia sepoltura è venuta alla luce nelle campagne di Mantova. Subito ribattezzati “gli amanti di Valdaro” dalla località della scoperta, i resti risalgono al VI millennio a.C. e non c’è dubbio che si tratti di un ritrovamento eccezionale. Pare si tratti di due giovani di sesso diverso, certamente sepolti nello stesso momento e con cura.
Che la vita sia fatta di incontri, questo è più che una certezza. Così, a quel corso amatoriale di canto eravamo un gruppetto molto eterogeneo: lo studente della parrocchietta, nonni con nipoti, qualche casalinga. Fu così che conobbi Luciano, che fino a quel momento per me era di giorno l’operaio dell’impresa d’impianti che mi ristrutturava casa e di sera leader di una cover-band locale, con preferenza per i pezzoni di Freddie Mercury. Il maestro di canto lo inquadrò dal primo giorno: la tecnica era ancora da sgrezzare, ma la potenza e l’estensione erano superlative, in due parole un talento nato. Così dopo il saggio di fine anno con la corale neo-costituita perdemmo la voce solista, per sapere che aveva vinto una borsa di studio che lo spediva direttamente a Parma, nel tempio della lirica italiana. Oggi è una certezza della musica operistica, tenore in giro per l’Europa, richiestissimo nei teatri della Repubblica Ceca e Polonia. Chi l’avrebbe mai immaginato … auguri sinceri di una bella carriera!