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Ing-coniugato-2figli. Amo la vita. E la verità. ------------------------ DueperDiciassette non è, come può sembrare, un'operazione matematica. Un'operazione ludica, un contenitore di idee e impressioni, ma anzitutto è una dedica ai miei due figli, nati entrambi ... di giorno Diciassette.

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sabato, 21 novembre 2009

Marilena andò nella sua stanza e recuperò un suo album di foto scattate in giro per la Puglia, di quand'era studente di architettura. Cominciammo a sfogliarlo, l'intenzione era trovarne alcune da farci una mostra, era deciso che per il 16 settembre avremmo preparato il tutto. Cominciammo a sfogliarlo: erano davvero tante, tutte belle, una più bella dell'altra, scattate con una reflex a pellicola. Mi sembrava di entrare nel mondo di Giancarlo, nel suo immaginario, nella sua ricerca di aspetti del territorio, dove mi sembrò subito chiaro ciò che il suo occhio voleva cogliere: un senso di bellezza, il bello negli elementi semplici del territorio brullo delle Murge, del Tavoliere, del Gargano e del Salento, pietra e vento, mare e terra rossa, chiese romaniche e rupestri. Era interessato a tutto e sembrava che il mezzo tecnico fosse sottodimensionato rispetto alle potenzialità e al suo talento e comunque quelle foto riuscivano a comunicare benissimo, l'osservatore si lasciava trascinare volentieri e facilmente nell'immagine. Guardare attraverso, guardare oltre. Gli occhi di Marilena si arrossavano mentre sfogliavamo l'album, il ricordo del terribile schianto del fratello era ancora troppo presente. Le foto erano accompagnate da piccole didascalie a penna, tranne che per una, forse la più bella di tutte le immagini. Decidemmo di metterla ugualmente, anzi di lasciarla come ultima nella sequenza della mostra: nessun indizio però ci poteva condurre al luogo di quella foto, quel mirabile rosone absidale ripreso tra lo spigolo di due case.
La mostra della presentazione dell'Associazione fu un successo: oltre 1500 visitatori da quel settembre fino al Natale. Però il dubbio mi ha tormentato per quattro anni: conoscere il luogo di quella foto.
Qualche sera fà mi attardavo in studio per lavoro; un po’ scazzato per quello che stavo terminando, mi tornò alla mente la foto di Giancarlo e di colpo decisi di fare un ennesimo tentativo, quello di cercare con i pochi indizi a disposizione ed un motore di ricerca. Tento con "rosone, puglia" e via a scandagliare le prime 200-300 facciate romaniche pugliesi, nessuna col rosone somigliante a quello. Poi osservo meglio: pare che il rosone della foto sia sotto un arco acuto, non a "tutto sesto". Quindi tento con la chiave di ricerca "rosone, arco, sesto, acuto". E via, un altro centinaio di rosoni, nessuno somigliante a quello della foto … tranne uno, ripreso però dall'interno e senza il finestrone absidale che appare dalla foto della mostra. Apro la pagina web corrispondente, scopro qualcosa di interessante nel testo: si parla di un eccezionale esempio di pianta a croce latina asimmetrica, con l'abside volutamente non in asse (con le asimmetrie poi io ci vado a nozze…), di un maldestro intervento di richiusura del finestrone absidale lì proprio dove sorge il sole, sole d'Oriente che porta il Cristo dell'Ultimo giorno, insomma uno scrigno di simboli alla cattedrale tardo-romanica di Troia, in provincia di Foggia. Dunque il finestrone c'è ma è murato ed il rosone absidale assomiglia proprio tanto. Affino la ricerca con "rosone, cattedrale, Troia" e finalmente alla cinquantesima immagine appare ciò che avevo cercato per quattro lunghi anni: una vista posteriore della chiesa di S. Maria Assunta a Troia (Fg). E nel confronto con la nuova immagine infine, la conferma, ahimè, di quanto ho sempre sostenuto: Giancarlo era un genio, il taglio che ha dato alla foto, il particolare angolo di ripresa, fà di quella vecchia chiesa qualcosa di nuovo, di assolutamente moderno. Grazie per quello che ci hai lasciato.


postato da: beppestarnazza alle ore 00:28 | link | commenti
categorie: luoghi, affetti
mercoledì, 11 novembre 2009

Ripubblico questa immagine perchè mi piace tanto, perchè con un pizzico di fortuna dalle nostre parti a volte c'è l'estate di S. Martino e perchè di 'martini' in casa ne ho due, mio padre e mio figlio, cui voglio fare auguri di buon onomastico e dedicare questa foto.



On air: Sarah - Fleetwood Mac (non c'azzecca un granchè il testo, ma la sentivo giusta per questa immagine)

postato da: beppestarnazza alle ore 06:24 | link | commenti (2)
categorie: luoghi, melodie, affetti
domenica, 01 novembre 2009

Operazione nostalgia in questo week-end. Lo spunto, il "la" l'ha scatenato una esibizione di De Gregori con Morgan l'altra sera, che mentre facevo zapping catturarono la mia attenzione con una bella versione unplugged della splendida "Il suonatore Jones" di Fabrizio De Andrè. In un attimo mi è tornata in mente la messa in scena teatrale dell'estate 1986. Ma andiamo con ordine. In quell'estate si celebrava la sospirata maturità per me e Giovanni, lui al classico, io all'industriale.
classe_1976_1LLRDue vite parallele le nostre, in comune le classi elementari e medie e la parrocchia (nella foto di terza elementare lui il primo a sx in prima fila, io il quarto). Per un paesino di provincia con due sole parrocchie, che si dividono quasi a metà la popolazione, con stili e metodi diversissimi (con preti più moderni e progressisti la mia parrocchia, un po’ più tradizionali nell'altra) riunire in un unico progetto una quindicina di giovani di entrambe le parrocchie fu un evento. Le ragazze di parrocchia Santi Medici portarono una coreografia sul tema della libertà (sulle note di De Andrè, appunto), noialtri di parrocchia S. Antonio di Padova, artefice Giovanni per la ricerca dei testi, portammo in scena un dramma sessantottino, con coraggio ed incoscienza totale. L'estate da maturati la spendemmo per le prove nel salone parrocchiale ed inevitabilmente il pretesto era quello della commedia da mettere in scena mentre c'erano delle interessanti relazioni che stavano nascendo… Comunque arrivammo al 30 settembre, invitammo un centinaio di spettatori tra parenti e parrocchiani, ignari di quanto di lì a poco avrebbero seguito.
SDC11955SDC11950Perché dopo l'innocuo duetto danzante, la storia che mettemmo in scena (il titolo era qualcosa come "Storia di questa mattina", non ricordo assolutamente l'autore) era dura e dall'epilogo tragico. Bruno (io) e Ignazio (Giovanni) interpretavamo due compagni di lotta contro il sistema, dalla estrazione sociale molto differente: il primo figlio di borghesia e l'altro rivoluzionario proletario.
SDC11947SDC11952Il rapporto conflittuale dei due colora la vita del movimento di lotta: c'è la dolce Rosalì (Mietta) che è attratta da Bruno, la passionaria Mari (Rosanna) e Ignazio, il leader del gruppo, che prepara azioni dimostrative a forza di molotov e striglia tutti a concentrarsi sul fine politico e non lasciarsi incantare da Bruno l'artista, l'ex-borghesino ancora non del tutto redento.
Bruno riceve visite dal padre che tenta di convincerlo a rientrare da lui, dove gli offrirebbe un posto da dirigente nella sua azienda.
SDC11951SDC11949Lui non cederà, ma comincia a maturare l'idea di lasciare il movimento, per andare a lavorare da operaio metalmeccanico e cambiare il mondo dal basso, abbandonando la rivoluzione violenta.  Poi l'imprevisto: durante una manifestazione di piazza Ignazio colpisce un poliziotto, ammazzandolo; al rientro in sede Bruno lo convince a costituirsi, ma il movimento è deciso a fargli pagare quel gesto che vedono come un tradimento.
SDC11956SDC11948L'epilogo giunge mentre Bruno scrive una lettera all'amico Paolo, missionario laico in Africa, nella quale lo aggiorna sulla sua 'lotta' e manifesta l'intenzione di lasciare il movimento.
SDC11954
Un mattone di rappresentazione teatrale (qui si dice anche un 'chiancone'), dialoghi chilometrici zeppi di termini come 'classe borghese', 'proletariato', 'fascisti' e 'compagni', che comunque raccolse applausi (più per l'impegno profuso che per i contenuti) nonostante la recitazione acerba di ragazzi poco più che adolescenti ed una scenografia essenziale.
Appena dopo aver sentito la canzone l'altra sera, mi è ritornato in mente che dell'evento esisteva una videocassetta: cerca di qua e di là, eccola! La passo in DVD e visto che sabato eravamo a cena proprio da Giovanni e Rosanna (che guarda un po’, in quell'estate del 1986 si sono conosciuti, nonché anni dopo sposati e diventati genitori di due splendide bimbe), ospite anche Mario e famiglia (anche lui nella foto scolastica di sopra, proprio alle mie spalle) l'ho tirato fuori et voilà, operazione nostalgia è servita.
Sono saltati fuori tutte le tresche ed i retroscena delle prove
(es. la scena in cui Bruno doveva dare un pugno a Ignazio l'avremo provata almeno 15 volte, non mi riusciva proprio di sferrare un pugno ad un amico per esigenze sceniche…), ci siamo stupiti di come diavolo abbiamo fatto a mettere in scena un testo così tosto e naturalmente con gli anni passati abbiamo faticato un po’ per farci riconoscere ai figli.  C'era un'atmosfera di insolito ottimismo sabato sera, un vino rosso che scorreva come non ricordavo da anni … bella serata ma la notte il vinello faceva l'altalena! Non riesco a credere, pur nei limiti delle ingenuità interpretative di quell'età, che una analoga generazione oggi si possa cimentare in un'impresa simile… attendo smentite!


postato da: beppestarnazza alle ore 21:21 | link | commenti (1)
categorie: amarcord
domenica, 18 ottobre 2009

Che c'è di nuovo a Trulliland? Beh, anzitutto un cagnolino simpatico e giocherellone: ecco a voi Fiorino.
SDC11703_1













Ma soprattutto, la novità di rilievo: in casa Starnazza è arrivata la prima TASTIERA!!!
SDC11796_1



















E mentre Cosmo si approccia alle sue prime note, Martino è molto interessato a pestare pure lui la tastiera (ed il papà non è da meno, ha un conto in sospeso con i tasti bianchi e neri...)

postato da: beppestarnazza alle ore 21:44 | link | commenti (2)
categorie: melodie, affetti, questi tempi
sabato, 10 ottobre 2009

I weekend li passiamo +/- così.


postato da: beppestarnazza alle ore 12:41 | link | commenti (5)
categorie: luoghi, affetti
sabato, 03 ottobre 2009

Here Comes The Flood (Peter Gabriel)

When the night shows
the signals grow on radios
All the strange things
they come and go, as early warnings
Stranded starfish have no place to hide
still waiting for the swollen Easter tide
There's no point in direction we cannot
even choose a side.

I took the old track
the hollow shoulder, across the waters
On the tall cliffs
they were getting older, sons and daughters
The jaded underworld was riding high
Waves of steel hurled metal at the sky
and as the nail sunk in the cloud, the rain
was warm and soaked the crowd.

Lord, here comes the flood
We'll say goodbye to flesh and blood
If again the seas are silent
in any still alive
It'll be those who gave their island to survive
Drink up, dreamers, you're running dry.

When the flood calls
You have no home, you have no walls
In the thunder crash
You're a thousand minds, within a flash
Don't be afraid to cry at what you see
The actors gone, there's only you and me
And if we break before the dawn, they'll
use up what we used to be.

Lord, here comes the flood
We'll say goodbye to flesh and blood
If again the seas are silent
in any still alive
It'll be those who gave their island to survive
Drink up, dreamers, you're running dry.


____________

Quando la notte mostra
i segnali, nelle radio aumentano
tutte le strane cose
vanno e vengono, come preallarmi
Stelle di mare insabbiate non hanno posto dove nascondersi
aspettando ancora l’alta marea pasquale
Non c’é nessuna direzione, non possiamo
neanche scegliere un lato.

Prendo la vecchia via
le spalle vuote, attraverso le acque
sulle alte scogliere
stavano invecchiando, figli e figlie
Il mondo di giada sotterraneo stava cavalcando alto
onde d’acciaio scagliavano metallo nel cielo
come unghie che affondano nelle nuvole, la pioggia
era calda e inzuppava la folla.

Signore, arriva il diluvio
Diremo addio alla carne e al sangue
se ancora i mari saranno silenziosi
in ogni sopravvissuto
ci saranno quelli che diedero la loro isola per sopravvivere
Bevetelo tutto, sognatori, vi state prosciugando.

Quando il diluvio chiama
non hai casa, non hai muri
nella burrasca
Sei un migliaio di menti, in un lampo
non aver paura di piangere per quello che vedi
gli attori sono andati, restiamo solo io e te
se molliamo prima dell’alba, loro
useranno tutto quello che noi eravamo.

Signore, arriva il diluvio
Diremo addio alla carne e al sangue
se ancora i mari saranno silenziosi
in ogni sopravvissuto
ci saranno quelli che diedero la loro isola per sopravvivere
Bevetelo tutto, sognatori, vi state prosciugando.

____________
Dedicato ai fratelli siciliani.
Credits: Dartagnan.ch (per la traduzione)



postato da: beppestarnazza alle ore 22:51 | link | commenti
categorie: melodie, questi tempi
martedì, 29 settembre 2009

Nei giorni scorsi si è (facilmente) contrapposto il clamore dei 6 militari morti in Afghanistan con la silenziosa strage dei morti sul lavoro (circa 3 morti al giorno, l'anno scorso 1.120 vittime, una realtà con andamento pressoché costante negli ultimi anni). Ma non è neanche questo contrasto l'aspetto clamoroso, quanto il fatto che lo spot governativo che circola in questi giorni sulle morti bianche indichi come soluzione la battaglia al lavoro nero. Bugia colossale (insieme a tante altre di questi tempi), perché chi opera nel mondo del lavoro, specialmente nell'industria e nel settore dei servizi sa benissimo che sicurezza = costi. Dobbiamo quindi dire quello che tra i denti si dicono tutti: non è possibile mandare avanti un'impresa in questi ultimi anni se non si lavora tanto, in fretta e tagliando i costi ove possibile. Tutte le voci "superflue" devono essere tagliate, altrimenti sei tagliato tu dal mercato e un'altra impresa a costi minori farà il tuo lavoro. Dunque risparmiamo sulla formazione, sull'informazione, sui dispositivi di sicurezza, eccetera: sono costi e tempi su cui si può risparmiare. Poi a seguire risparmiamo sulla qualità dei prodotti e sulla manutenzione; invece sulla retribuzione no, le assunzioni sui luoghi di lavoro sono obbligatorie (almeno a questo ci siamo arrivati, altro che balle), ma al minimo sindacale ovviamente. Tra liberismo e miope politica economica si va avanti a tentoni, confidando nella leggendaria italica capacità di arrangiarsi. Fino a quando?

sicurezza-lavoro

postato da: beppestarnazza alle ore 14:43 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 16 settembre 2009

Metti due-tre accordi giusti uno dietro l'altro: questi si muovono e vanno...
Allora c'è un movimento, c'è azione dietro un Sol seguito da un La4 e da un La. E dunque non è proprio corretto quello che dice il mio amico Paki (filosofo e musicista) che "... due sole buone note, se non porteranno comunque da nessuna parte, se pure si muoveranno senza mete, varranno più di mille parole cattive". Beh l'altra sera c'era il buon Patrick Swayze, nella scena in cui dava lezioni di mambo: musica è fisicità. Eppoi ci sono le voci. Come si fa a rimanere indifferenti di fronte ad una Lauryn Hill o ad una Diana Krall?
Paki, andiamo d'accordo spesso e su tante cose, ma il tuo approccio è più cerebrale del mio. Le tue note urlano di essere svincolate, di lasciarsi andare: perchè non liberarle?


(On air: Time Of My Life - Dirty Dancing O.S.T. - in memoria di Patrick Swayze)

postato da: beppestarnazza alle ore 21:21 | link | commenti (2)
categorie: melodie
sabato, 12 settembre 2009

Una giornata d'oro, non trovo altra definizione. Anzitutto come si fa ad essere indifferenti ad una valanga di auguri (via Facebook, SMS, telefonate e face-to-face) per il compleanno. Sono davvero grato a tutti, davvero. Ma quest'anno c'è qualcosa in più che proprio non mi aspettavo: un regalo. Stamattina esco per alcune commissioni, rientro e trovo Maria Grazia, Martino e Cosmo che hanno una busta per me. Fuori c'è scritto il mittente ed il destinatario, dentro c'è un foglietto con questo messaggio: "Caro papà, da parte mia (Martino), di Cosmo e mamma ti diciamo in coro Auguri!!! P.S.: Visto che capita in questo giorno anche un evento musicale abbiamo pensato che cantando dimentichi che ti sei fatto un anno + vecchio!!! Auguri."  E seguono le firme, e sotto il foglietto un biglietto per il concerto di Vinicio Capossela in programmazione proprio il 12.09 ad Alberobello. Wow, questa sì che è una sorpresa! Non ci pensavo più, c'avevo rinunciato ormai, perché 27,00 euri in tempi magri come questi non sono più una fumata di siga; poi scopro che i bimbi si sono distolti 5 euri a testa dai rispettivi salvadanai ed il resto la mamma.
Vi voglio un bene grande, grande quanto … il mare!



Update 17.09.2009: Naturalmente oggi è anche il compleanno di Cosmo
. Auguroni dal papi.


postato da: beppestarnazza alle ore 19:17 | link | commenti (4)
categorie: affetti
martedì, 08 settembre 2009

Un po’ di vacanza in più quest'anno, tre settimane in luogo delle solite due, suddivise in una prima parte "murgese" ed una seconda "calabrese". Cioè un po’ ad Alberobello (ovvero casa e dintorni), in compagnia di amici e parenti da ogni parte d'Italia, venuti a trascorrere le proprie vacanze in Puglia ed un po’ fuori regione, con un last-minute scelto da MGZ alla cieca e ben riuscito: un 4 stelle al prezzo di un 3 stelle in una località con un mare da favola, un albergo con servizi ok ed un'animazione divertente e per nulla pressante. Chissà, forse ci torniamo a Tropea…

P.S.: Ho contato il numero di caricabatteria che ci siamo portati appresso ed ho totalizzato, tra cellulari, fotocamere, lettori mp3 e Divx ben 8 (!) unità. Ma è mai possibile!?

P.S.2: La A3 Salerno-Reggio Calabria fa cagare, una vergogna italiana.


postato da: beppestarnazza alle ore 19:32 | link | commenti (3)
categorie: luoghi, affetti